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Benvenuti a L'Astore Masseria

La Masseria L’Astore,” lu Store”, il cui nome probabilmente viene riferito a  l’Astore, rapace diurno che fino a qualche decennio fa prediligeva le nostre distese aride ed assolate è di proprietà della famiglia Benegiamo dal 1935. Leggi Tutto...

Una volta chiamata “ ASTORE-PISCOPIO-S.GIOVANNI” viene riportata nel Catasto Onciario di Cutrofiano (1745-1760) come facente parte assieme alla  “Masseria Lo Scacciato e Masseria Pirello” quale beni allodiali appartenenti ad Alfonso  Filomarini, Cavaliere del Sedile di Nido della città di Napoli, duca di queste terre di Cutrofiano. Dai suoi discendenti questa proprietà è stata concessa alla Famiglia Congedo di Galatina nell’800
La Masseria Scacciato non ha nulla dell’azienda agricolo-pastorale di un tempo anche se esiste come fabbricato, mentre quella Pirello non esiste più essendo stata funzionante fino all’inizio della  I Guerra mondiale.
La Masseria Astore dal 17.12.1935 fu acquistata dai F.lli Congedo da parte di Elvira Di Summa Benegiamo e da questa trasferita al figliolo Achille.
Un muro di cinta è stato posto a tutela di una pineta attorno ai fabbricati dei quali il corpo originario della Masseria comprende una cappella sul cui ingresso è posto un medaglione sul quale è scritto: “Qui non si gode asilo. A.D. 1784”.
L’intero edificio sembrerebbe aver fatto parte di una costruzione antecedente fortificata  databile fra il 1500-1600. Al piano terreno, all’interno del corpo  principale, sono state rinvenute di recente due “fogge”  o fosse granarie, per la   conservazione dei cereali, certamente di gran lunga anteriori alla costruzione per la peculiare caratteristica di essere state poste per tradizione sempre all’esterno. Sempre nell’ambito dei fabbricati della Masseria esistono case coloniche ed una cantina del 1800 dismessa  da  circa una cinquantina di anni.
In contrada S. Giovanni sono apprezzabili una antica Cappella dedicata a S.  Giovanni Battista, della quale si ha notizia sin dal ’500, ed una Cripta Bizantina (  IX-X  sec. d. C.) purtroppo profondamente deturpata dal vandalismo oltre che dal tempo. Sempre nella stessa area sono ancora visibili alcune tombe dell’alto Medio Evo, fra il VII e l’VIII sec. d. C. ed un’antica piccola costruzione rurale plurisecolare.
Certamente di rilevante importanza storica ed architettonica è il Frantoio Oleario,  riportato nel suddetto “Catasto Onciario” di Cutrofiano come “Trappeto”, che  esisteva “in grotta”  prima di tale epoca, successivamente ampliato con ristrutturazioni delle quali la penultima riguarda l’avancorpo, a protezione dell’ antico ingresso alla scala, con datazione del 1805. Si rinvengono le “giave” in numero di 22; 10 alloggiamenti per i torchi in legno dei quali ne rimangono solo 2; due vasche da molitura, ciascuna con tre macine di pietra viva; un’unica macina di maggiori dimensioni espressione della pregressa esistenza di una vasca più antica, posta dal rinvenimento circolare del calpestio degli animali, di fronte  al termine della scalinata e databile in epoca non documentata, ma certamente del seicento; due  depositi per olio in grotta;  due stalle delle quali una in grotta con cinque mangiatoie ed una a volta ed infine, a pian terreno all’ingresso del frantoio, due vani  con camino per confezione di  cibo.
A causa del degrado al quale era andata incontro la struttura, realizzando una antica aspirazione, Paolo, Stefano e Luca Benegiamo hanno curato un rispettoso e accurato restauro conservativo conclusosi circa 10 anni or sono.         La famiglia Benegiamo negli ultimi 15 anni ha proceduto ad un ammodernamento aziendale con l’impianto di ha 26 di nuovo oliveto che oltre alle tradizionali Cellina di Nardò ed Ogliarola di Lecce, poste a dimora una cinquantina di anni fa, ha privilegiato le cultivar Leccino e Frantoio.
La tradizione viti-vinicola risale agli anni ’40. Conformandosi ai criteri dell’epoca, si produceva vino in cospicue quantità da vendersi “in cisterna”, unica strada di commercializzazione disponibile a quelle aziende di medie dimensioni senza una politica di marchio e distribuzione strutturata.
Dopo una interruzione durante gli anni ’70 ed  ’80, alla fine degli anni ’90 è stato  avviato un progetto che mirasse alla produzione di vini di qualità. Dopo una onerosa preparazione del terreno con accurate analisi  delle caratteristiche geologiche, conseguenti scavi, frangiture e macinature sono stati impiantati circa ha 20 di vigneto delle cultivar: Negroamaro, Aglianico, Primitivo, Montepulciano, Malvasia Bianca, Susumaniello e nel corso degli anni è stata avviata una ricerca di varietà autoctone ormai estinte che ha portato a nuovi impianti sperimentali e a una vera e propria collezione ampelografica del Salento.    
Accanto al Frantoio Oleario ipogeo è stata realizzata una Bottaia, per affinamento  dei vini, secondo la tradizione architettonica del Salento con volte a botte ed a stella usando materiali locali quali pietra leccese e carparo ottenendone, a dire di molti visitatori italiani e stranieri, una vera e propria “ cattedrale del vino”.